lunedì 16 maggio 2011

Con gli oli essenziali i capelli splendono



Prepara i tuoi capelli per l’estate

Se l’inverno con il freddo, il vento e l’obbligo del copricapo, non è certo un alleato per i tuoi capelli, l’arrivo del primo caldo di maggio non è da meno! Da giugno in poi, sole salsedine, mollette ed elastici saranno ulteriori motivi di stress per la capigliatura. E allora per poter sfoggiare in spiaggia capelli sani e forti, inizia adesso a preoccuparti della scelta del pettine, della tecnica di asciugatura e del tipo di shampoo che usi. In questo modo puoi prevenire i danni del'esposizione al sole e la caduta che può avvenire d’autunno, se i capelli si sono troppo indeboliti. Ecco allora gli accorgimenti base, consigliati per tutti i tipi di capelli.

Le quattro mosse tutte al naturale per avere capelli splendenti

1) Elimina l’eccesso di sebo. Per combattere l’eccessiva produzione di sebo, che peggiorerà col caldo, fai un massaggio purificante al cuoio capelluto. Prima dello shampoo applica su testa e lunghezze un cucchiaino di olio di sesamo e 5 gocce di olio di ginepro. Aspetta 20 minuti e poi procedi al lavaggio.

2) Idrata e nutri dall’interno. A maggio inoltre, i capelli vanno nutriti dall’interno con gli integratori ricostituenti: ottime capsule di olio di pesce e olio di carota (2 al giorno per trenta giorni) che, oltre a rinforzare la cheratina (che costituisce la struttura del capello) preparano la pelle all’abbronzatura.

3) Applica l’olio di frangipani. Usato da secoli dalle donne polinesiane, questo mix di olio di cocco e olio del fiore di frangipani, si applica sul cuoio capelluto prima dell’asciugatura: è rinfoltente e lucidante.

4) Scegli la testa “al naturale”. Da maggio a settembre, cerca di evitare gli shampoo aggressivi, phon caldi, piastre stiranti, permanenti e tinture. Ogni volta che puoi, privilegia l’asciugatura naturale al sole vaporizzando sulle chiome un infuso di karkadè: ti regala capelli folti con riflessi speziati e luminosi.

Il trucco in più per i tuoi capelli: l’impacco all’aloe vera

Per tutti i tipi di capello, per tutto il mese fai due volte alla settimana questo trattamento riattivante e volumizzante. Metti in una ciotola 5 cucchiai di gel di aloe vera e un cucchiaino di latte in polvere, che contiene aminoacidi utili per ristrutturare i capelli . Amalgama il composto aiutandoti con un cucchiaino. Successivamente aggiungi un cucchiaino di olio (di cocco o meglio ancora, di lino) e mescola. Completa con gli oli essenziali: 2 gocce di olio essenziale alla menta, 2 gocce di olio essenziale alla lavanda, 2 gocce di olio essenziale di rosmarino, che tonificheranno il microcircolo del cuoio capelluto. Prima di utilizzare il composto, bagnati un po’ i capelli . Poi procedi con l’applicazione: spalmati l’impacco sui capelli massaggiandolo con i polpastrelli, stendilo dalla radice fino alle punte. Lascialo in posa per almeno venti minuti, quindi fai uno shampoo, eliminando ogni residuo. Infine procedi all’asciugatura come di solito.

Pippa Middleton pornostar per 5 milioni di dollari?


Gli occhi degli inglesi sono tutti per lei, Pippa Middleton, che nel giorno del royal wedding è riuscita a catalizzare tutti gli sguardi, oscurando quasi la bellezza della sorella sposa.

Solo gli occhi degli inglesi? Naturalmente no, visto che la fama della sorella più famosa del mondo ha oltrepassato l’Oceano fino a giungere in America, dove il cinema non si è lasciato sfuggire quel volto che buca lo schermo.

Il volto sì, ma anche altre parti del corpo, visto che la bella Pippa ha attirato l’attenzione di una nota casa cinematografica specializzata in porno (la Vivid Entertainment), che le ha offerto qualcosa come 5 milioni di dollari per girare una sola scena.

Non ci è dato conoscere la risposta della sorella della sposa, ma non osiamo immaginare l’imbarazzo della corte inglese qualora Pippa accettasse la parte. Roba da divorzio immediato!

Donna etrusca

La donna etrusca ricopriva ruoli importanti, come rivelato dalla presenza della trasmissione del cognome materno nelle iscrizioni funerarie; poteva avere schiavi ed aveva diritto ad un nome completo ed essere titolare di attività produttive.


Nella civiltà Etrusca la condizione della donna era per certi versi privilegiata, compaiono insieme con i mariti nelle scene di banchetto comuni nell’arte funeraria, sarcofagi, rilievi e pitture. Tuttavia non bisogna dedurre l’esistenza di un matriarcato, così come alcuni studiosi avevano inizialmente ipotizzato, gli etruschi avevano soltanto concesso alle loro donne un ruolo effettivamente attivo nella gestione sociale, probabilmente per garantirsi con più facilità la conservazione del modello etrusco.

In base alle testimonianze archeologiche ed epigrafe sappiamo che in Etruria, come nelle altre civiltà antiche, i diritti politici erano riservati ai soli cittadini maschi, e il nome familiare, il nostro cognome, si trasmetteva nella maggioranza dei casi per via paterna. Mentre le donne greche della stessa epoca rimanevano recluse nel loro ambito privato, dal gineceo potevano uscire solo per partecipare a processioni o funerali, mantenevano una posizione del tutto secondaria nei confronti degli uomini, le donne etrusche, come le donne romane partecipavano ai banchetti con i loro consorti e assistevano alle gare atletiche ed agli spettacoli.

Questo fu motivo di scandalo per molti scrittori greci, che consideravano questo tipo di condotta un chiaro esempio di depravazione morale etrusca, secondo lo storico greco Teopompo, le donne etrusche non solo condividevano la mensa con i propri mariti ma anche con altri uomini presenti al banchetto, arrivando perfino ad ubriacarsi e a rivolgere le proprie attenzioni nei confronti degli ospiti molto oltre il lecito, con l’inevitabile risultato che nascevano bambini di cui si ignorava chi fosse il padre.

Plauto sostiene che le fanciulle etrusche avevano l’abitudine a prostituirsi per procurarsi la dote, sono sicuramente giudizi distorti di chi non riusciva a comprendere un comportamento diverso da quello di cui era abituato. La realtà, come sempre, è molto meno romanzata e sicuramente la morale greca aveva l’unico scopo di non mettere in crisi il proprio rigido ordinamento sociale dei generi, ovviamente Teopompo deve essere stato il precursore del gossip, tanto che fin dall’antichità veniva ritenuto la lingua più velenosa della letteratura greca e soprannominato “maledicentissimus”

Jennifer Aniston è una dentista ninfomane

L'attrice sexy nel nuovo film "Horrible Bosses" di Seth Gordon che uscirà a luglio negli Usa


Che avesse voglia di cambiare vita lo si era capito dal nuovo look deciso e sexy. Adesso Jennifer Aniston svolta anche al cinema, con un ruolo davvero irriverente e cattivissimo (ma divertente). In "Horrible Bosses" (nelle sale Usa da luglio) veste i panni di Julia, una dentista ninfomane che molesta i suoi dipendenti e che per riuscire nel suo obiettivo seduce con banane, wurstel e ghiaccioli.
Jennifer si lascia dunque il romanticismo alle spalle e con questa commedia divertente cerca di voltare pagina e di mostrare al mondo il suo lato sexy, cancellando definitivamente quello dell'ex fidanzatina d'America.

Il film di Seth Gordon (regista della serie tv inglese "The Office") racconta la storia di tre amici che stanchi delle proprie vite decidono di uccidere i loro capi. Nel cast troviamo anche Jamie Foxx, Jason Bateman, Jason Sudeikis, Colin Farrell, Donald Sutherland, Charlie Day, Julie Bowen e Kevin Spacey.

Michelle, la solitudine la rende più bella

La Hunziker ancora single perché... "troppo impegnativa"

Bella, simpatica e sola, solissima, come si è definita lei stessa. Dopo Eros Ramazzotti e Daniele Pecci, Michelle Hunziker non riesce a trovare un fidanzato. Il magazine Gente si interroga sul perché e pubblica splendide foto di Roberto Rocco, in cui la showgirl, conduttrice ed attrice è più bella che mai. Il sorriso coinvolgente e solare e qualcosa nel volto che la rende ancora più affascinante... sarà la solitudine?

michelle hunziker, single,

Sensuale e affascinante Michelle ammicca in un abitino estivo lungo e scollato sfoggiando la sua irresistibile bellezza. Sembra tuttavia che ci sia un cambiamento in lei Eppure proprio perché così "perfetta" pare che gli uomini ne siano prima attratti, ma poi spaventati: "Corteggiatori", dice lei, "A volte si spaventano.

Pensano, questa ha 34 anni, ha un certo successo, viaggia, è indipendente, e allora no, è troppo impegnativa". A Michelle non resta che aspettare quindi, ancora, il terzo uomo potrebbe essere quello definitivo.

Sarcofago degli sposi

A Cerveteri furono trovati due straordinari cinerari in terracotta, detti "Sarcofagi degli Sposi", uno al Louvre di Parigi, l'altro a Roma, al Museo di Villa Giulia. Quest'ultimo è il più bello dei due, il più naturale, anche nella voluta stilizzazione ionica. Viene chiamato sarcofago, ma in realtà è una grande urna cineraria in terracotta, come mostrano i fori nella parte posteriore delle figure.

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Risale alla seconda metà del VI secolo a.C. ed è considerato uno dei capolavori dell’ arte etrusca, fortemente influenzato dall’arte ionica.
Due coniugi sono raffigurati sdraiati semidistesi su un triclinio, avente zampe adornate di volute e su un materasso munito di coperta e cuscino, in posizione di perfetta parità,come se partecipassero ad un banchetto; detta consuetudine fu ripresa dai Romani, che molto amavano le conversazioni conviviali.
Il marito, dal petto possente e muscoloso, appoggia affettuosamente il braccio destro sulla spalla della consorte. I movimenti delle loro mani, che un tempo reggevano coppe e patere, per un'ultima libagione, si intrecciano in un gioco prezioso: le espressioni serene dei volti, i gesti pacati, ci parlano di un reciproco amore e, soprattutto, di un profondo rispetto.


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L’atteggiamento dell’uomo, ritratto in atteggiamento affettuoso accanto alla sua sposa, sottolinea la considerazione ed il rispetto che godeva la donna nella società etrusca. Ella era tenuta in grande considerazione e aveva un ruolo di tutto rilievo nella vita quotidiana e sociale. Partecipava ai banchetti, come testimoniano le pitture delle tombe di Tarquinia, assisteva a spettacoli e giochi, presenziava a feste e cerimonie: dava anche il suo cognome ai figli. I corredi funebri hanno rivelato che le etrusche potevano possedere oggetti lussuosi e raffinati, sui quali amavano far imprimere il loro nome personale e quello di famiglia. Ricevevano un'adeguata educazione e spesso erano in possesso di una buona cultura, che sapevano mettere a frutto.


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I due sposi dovevano tenere in mano degli oggetti conviviali da utilizzare al loro banchetto funebre e che era organizzato da amici e parenti in loro onore. O forse la sposa versa del profumo nella mano dello sposo.
Il marito, con lunghi capelli e barba a punta, appoggia affettuosamente il braccio destro sulla spalla della consorte. Le espressioni serene dei volti, i gesti pacati, parlano di un reciproco amore e, soprattutto, di un profondo rispetto.
Minore attenzione è riservata alla parte inferiore dei corpi, piuttosto schiacciata e rigida. La donna porta ai piedi le scarpe a punta dette "calcei repandi" e in testa il "tutulus", caratteristici capi di abbigliamento etruschi, di origine orientale. Ha lunghe trecce che le scendono sul petto ed è vestita di tunica e manto. Gli occhi allungati e obliqui dei coniugi non riproducono una caratteristica etnica, ma rispecchiano lo stile arcaico.


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L'influenza greco-orientale è evidente. Sono visibili elementi di derivazione ionica che dimostrano i continui contatti che l'Etruria aveva con il mondo greco, come ad esempio il sorriso, l'acconciatura dei capelli, le superfici levigate e la longilineitá dei volti. Tutto ció, peró, é interpretato in maniera personale e assolutamente anti-classica. Nella composizione é accentuato uno squilibrio portato dalla diminuzione dello spessore nelle gambe e dall'aumento dello stesso nei busti. La posizione della coppia sposta tutto il peso verso destra e rompe l'equilibrio dell'intera figura.


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La straordinaria limpidezza disegnativa delle linee sinuose, si accompagna all'incisiva espressione dei volti. Nonostante questo le figure risultano spigolose: i visi triangolari con i menti aguzzi, accentuati nell'uomo dalla barbetta, e gli occhi a mandorla rialzati ai lati; i due volti, quasi simili, sembrano ripetere lo stesso motivo sottolineandolo. Il sorriso, al contrario della serenitá greca, pare esprimere qualcosa di "beffardo" e ironico.
Le dimensioni dei corpi - a grandezza pressoché naturale - rivelano la maestria raggiunta dagli etruschi nel modellare e nel cuocere l’argilla. La ricchezza delle decorazioni di superficie, l’attenzione alla resa delle figure con piani morbidi e sfuggenti, tutto parla della raffinatezza dell’arte etrusca dell’epoca, che aveva saputo quindi recepire le conquiste anatomiche e spaziali greche, facendole proprie ed esaltandole con una più spiccata attenzione naturalistica.

Cleopatra


Cleopatra (Alessandria d'Egitto 69-30 a.C.), ultima regina della dinastia tolemaica; regnò sull'Egitto come Cleopatra VII dal 51 al 30 a.C. ed è passata alla storia per le sue relazioni sentimentali con Giulio Cesare e Marco Antonio.
Figlia del faraone Tolomeo XII Aulete, alla morte del padre nel 51 a.C. fu associata al trono con il fratello Tolomeo XIII, dodicenne, a condizione che si sposassero, come era nell'uso tra i faraoni egiziani. Nel terzo anno di regno, Tolomeo XIII, incoraggiato dai suoi consiglieri, assunse da solo il governo e mandò la sorella in esilio. Cleopatra si rifugiò in Siria, dove rivendicò abilmente i suoi diritti fino all'arrivo di Giulio Cesare, il quale, sconfitti gli egiziani sul Nlo nel corso della guerra alessandrina (48-47 a.C.), uccise Tolomeo e insediò sul trono Cleopatra, nel frattempo divenuta sua amante.
Secondo le consuetudini egiziane, Cleopatra dovette regnare insieme al fratello minore, Tolomeo XIV, allora undicenne, che fu costretta a sposare. Una volta assicurata la stabilità del governo egiziano, Cleopatra si trasferì a Roma, dove visse come amante di Cesare dal quale ebbe un figlio, Cesarione. Dopo l'assassinio di Cesare nel 44 a.C., tornò in Egitto dove, secondo alcune fonti, avvelenò Tolomeo XIV e associò al trono il figlio Cesarione. Allorché la battaglia di Filippi (42 a.C.) pose fine alla guerra civile seguita alla morte di Cesare, Cleopatra si legò ad Antonio, divenendo la sua amante; ebbe su di lui una profonda influenza, al punto da accreditare la voce che i due ambissero a dar vita a un regno orientale in opposizione a Roma.
Nel 40 a.C. Cleopatra ebbe da Antonio due gemelli e quattro anni dopo i due si sposarono ed ebbero un terzo figlio. Nel 34 a.C., dopo la vittoriosa campagna contro i parti, Antonio celebrò il proprio trionfo ad Alessandria e annunciò pubblicamente la divisione dell'impero, già di Alessandro Magno, tra Cleopatra e i figli. Quando la notizia giunse a Roma, Cesare Ottaviano Augusto dichiarò guerra ad Antonio: nella battaglia navale di Azio (31 a.C.) i romani distrussero la flotta di Cleopatra, e nell'agosto del 30 a.C., quando venne espugnata la città di Alessandria, Antonio e Cleopatra si suicidarono (secondo la leggenda la regina si fece mordere da un serpente). Cesarione fu giustiziato da Ottaviano e l'Egitto passò nelle mani di Roma, come proprietà personale dell'imperatore.