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mercoledì 18 maggio 2011

Abiti, costumi e gioielli per scoprire la Maria Callas

Palazzo Te di Mantova ospita una mostra dedicata ad un'icona del Novecento. Il mito della 'Divina' continua ad affascinare







Da una parte l'artista, divina, amata dalle folle, idolatrata dal suo pubblico, elegante ed austera, dall'altra una donna appassionata, intensa, struggente, capace di vivere tutto di pancia e di trasformare le emozioni in note. In sintesi Maria Callas, ossia una delle icone più amate del Novecento. La Divina, come la chiamavano i suoi estimatori, ha lasciato un segno indelebile nel mondo della musica lirica, divenendone lei stessa simbolo oltre che grande interprete.


L'ARTISTA E LA DONNA - Passata per i palcoscenici di tutto il mondo, da New York, a Verona, ad Atene, a Buenos Aires, a Rio de Janeiro la Callas, al secolo Anna Maria Cecilia Sophia Kalogheròpoulos, è stata durante tutto lo scorso secolo un'icona indiscussa e una musa senza rivali in grado di affascinare con la magia della sua voce unica e con la sua vita intensa e appassionata. Quello del pubblico per la Callas è stato un amore grande, reso se possibile ancora più intenso dalle travagliate vicende sentimentali della straordinaria musicista. La sua decennale relazione costellata di violenti litigi e penose gelosie con l'armatore Aristotele Onassis infatti sin dall'inizio aveva affascinato gli appassionati di gossip, diventando uno dei più paparazzati tormentoni dell'epoca, ma la chiusura tanto inaspettata quanto dolorosa – Onassis aveva messo fine alla storia con la Callas per sposare di lì a poco Jacqueline Kennedy - aveva in qualche modo umanizzato una vera e propria divinità della musica rendendola certamente ancora più cara ai suoi sostenitori, ma segnando drammaticamente l'inizio del declino di una star senza concorrenti.

UN MITO IN MOSTRA A MANTOVA - Sarà il glamour degli anni in cui la Callas trovava ufficialmente consacrazione internazionale (memorabile fu la fortuita partecipazione ne I Puritani nel ’49), sarà per il suo timbro originale e assolutamente unico che ha colpito a cuori gli estimatori del genere di tutto il globo, sarà anche per l'innata eleganza che l'ha sempre accompagnata lungo la sua carriera sia sul palcoscenico che nei momenti di vita privata, ma ancora oggi, scavallato lo scoglio del nuovo millennio, Maria Callas continua a vivere come un simbolo di fascino che non teme confronti, una donna e un'artista che come poche altre ha saputo entrare nei cuori e nelle case della gente. Così la sua vita, tanto il lato mondano quanto quello più intimo e personale, continua raccogliere attenzione ed interesse. A Mantova Palazzo Te ospita fino al 5 giugno la mostra Maria Callas. Una Donna, una Voce, un Mito curata da Bruno Tosi, presidente dell'Associazione Culturale Maria Callas di Venezia, offrendo una panoramica sulla sfolgorante carriera di Maria Callas ma anche sulla donna appassionata e affascinante che era. I temi cardine della sua vita, la lirica, il cinema, l'amore ma anche l'amicizia, trovano nuova voce attraverso l'esposizione di oltre un centinaio di oggetti, tra fotografie, costumi di scena, abiti - firmati dai più grandi divi della moda, come Yves Saint Laurent, Lanvin e Christian Dior o anche da Biki, la sarta milanese che ne curava l'immagine - e gioielli, e offrono allo spettatore uno scorcio sulla vita di uno dei personaggi chiave del mondo della cultura e dell'arte del Novecento.

giovedì 10 marzo 2011

Moda eco chic: ecco gli abiti al latte


Fatti con una fibra derivata dalla caseina

Il latte? Oggi è buono… da indossare. Gli abiti più eco-chic sono fatti con una fibra derivata dalla caseina, un tessuto super-naturale e salutare per la pelle, perché capace di assorbire l'umidità con particolare efficacia. L'idea è venuta a due amiche con il pallino della moda, un pomeriggio davanti a un cappuccino in una latteria milanese.
In questo modo hanno ideato "Made with milk", marchio di moda tutto ispirato al latte, e declinato in una collezione che richiama questa bevanda e i suoi derivati più dolci sia nei colori, che nel logo e nelle linee. "Una volta deciso che il latte sarebbe stato il protagonista dei nostri abiti – spiega Vera Facchetti, 34 anni di Brescia ideatrice del marchio, insieme all'amica Chiara Pochetti - abbiamo capito che dovevamo dare un valore aggiunto alla nostra avventura imprenditoriale. Volevamo esprimere una creazione basata sull'amore, sul sentire e, documentandoci un po', abbiamo pensato alla fibra di latte. Quale tessuto sarebbe stato più adatto?" Il latte è infatti un alimento naturale, materno, buono, amorevole, e in un'ottica fashion sarebbe diventato sensuale e contemporaneo. Il tema è stato allora declinato dalle due amiche in diversi capi, come le t-shirt '100% milk' o utilizzata insieme seta, modal o lino.

Per far nascere un abito al latte, occorre creare una fibra tessile. Per ottenerla, il latte viene disidratato, scremato e poi, estratta la proteina, fluidificato fino ad ottenere il filato. La fibra è salutare per la pelle perché ha una maggiore capacità di assorbire l'umidità rispetto alle fibre sintetiche, regalando così, soprattutto in estate, freschezza e comfort. In "Made with milk' la freschezza dei tessuti si somma alla 'dolcezza' dei colori tutti ispirati al latte e suoi derivati: burro, gelato alla fragola, milkshake alla vaniglia, sorbetto alla nocciola. Bluse e piccoli top con petali flottanti color gesso, abitini monacali davanti e con scolli vertiginosi sul dietro, gonne a corolla trionfanti di pizzo, t-shirt rosa polvere. Il logo, infine: ovviamente una bottiglia di latte stilizzata, con un lettering sottile e rotondo.

mercoledì 16 febbraio 2011

SANREMO 2011 PRIMA SERATA: I VESTITI DI ELISABETTA CANALIS E DI BELEN RODRIGUEZ.

Diciamo la verità: in tante hanno seguito il Festival di Sanremo 2011 solo per vedere i meravigliosi abiti indossati dalla Canalis e dalla Rodriguez. Ammetto che io sono una di queste.

La lunga attesa ha ripagato le aspettative. Bellissime ed elegantissime le due show-girl hanno trasformato il palco dell’Ariston in una vera e propria sfilata di alta moda. Per la serata Elisabetta ha scelto di indossare abiti di Donatella Versace della linea couture Atelier Versace.

In rosso la prima mise. Silver la seconda. Entramb abiti molto preziosi, romantico e passionale il primo, adornato da bustier drappeggiato e strascico a seguito, sexy il secondo, lo stile a sirena fasciava perfettamente il corpo della bella sarda.

Alberta Ferretti limited edition per la sensuale Belem. La scelta dei colori è ricaduta sul blu e sul nero. Satinato e aderente il primo, composto da bustier intrecciato e gonna lunga con ampi plissè, una nuvola di tulle nero ed elegantissimo il secondo.

Per la seconda serata vedremo la Canalis in abiti disegnati da lei da Peter Dundas di Emilio Pucci e la Rodriguez in Fendi.

Anche questa sera sognerò a occhi aperti. Impossibile non invidiarle!