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martedì 29 marzo 2011

Eddy: "Non ho tradito Antonella"

Martens deciso a "ricucire"


"Non ho tradito Antonella, mi sto chiarendo con lei e sono tranquillo. Ci parliamo tutti i giorni, siamo una famiglia". Eddy Martens esce allo scoperto e spiega la sua versione del "pasticciaccio" che l'ha portato alla "rottura" con la compagna."Mi dispiace essere passato per quello che non sono".

Non tutto è perduto insomma, almeno per Eddy, che in questi giorni è tornato a Bruxelles per vedere la madre e alcuni amici: "Son venuto qui per staccare.. avevo bisogno di questo, ma sento Antonella tutti i giorni, ci parliamo, siamo in contatto". Insomma uno spiraglio c'è e il compagno della Clerici è deciso a non dare il suo "matrimonio" per perduto.

Stando alla sua versione delle cose il presunto flirt con la giovane mora a Torino non c'è stato: "Non abbiamo fatto niente e io quella ragazza non l'avevo mai vista prima". Nessun lungo bacio, come avrebbe dichiarato lei: "Ci siamo messi a parlare in disparte, ho solo commesso una leggerezza dandole troppa confidenza". E tuttavia ad Antonella ha chiesto scusa e perdono. Ma è risoluto nel non voler passare agli occhi della compagna per quello che non è.

E nemmeno agli occhi degli altri. Anche per altre spinose questioni, come quella che riguarda il contratto da diecimila euro che pare la Clerici gli avrebbe fatto avere come autore Rai..."Sì è vero lavoro come autore per lei, ma 10 mila euro me li sogno". Insomma altro che traditore e sfruttatore. Eddy non è disposto a buttare giù le accuse senza lottare per dimostrare il contrario..."perché io considero Antonella "la mi famiglia" e c'è Maelle, mia figlia, che mi manca tantissimo". Un happy end è ancora possibile.

sabato 26 febbraio 2011

Il profumo per l'8 marzo? Creato dalle detenute

Uno dei “nasi” più famosi del mondo, Laura Tonatto - tra i suoi affezionati clienti c’è anche la regina Elisabetta II d’Inghilterra – entra in carcere, e con la sezione femminile crea una nuova fragranza. Nella prestigiosa cornice di Palazzo Madama è stato presentato nei giorni scorsi un progetto dove la Tonatto condurrà un laboratorio con le donne detenute presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.


Nascerà dai vissuti delle donne in carcere e si chiamerà “ Profumo di fumne” (in piemontese “donne”), in occasione dell'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Un lavoro in rosa che apporterà nuovi saperi e conoscenze alle donne recluse. Una sala riempita di fragranze, sul leggio dell'oratore una boccetta. “Le detenute hanno scelto le materie prime, hanno imparato come si miscelano -ha raccontato Tonatto. “Per questo lavoro ho chiesto di non conoscere il loro percorso personale. So che hanno commesso reati gravi e hanno pene lunghe, tranne una che è qui ora. È uscita, ed è la speranza per le altre”.

Le donne delle ex Vallette avranno la possibilità di conoscere i misteri di un mestiere, la tecnica della profumeria e quindi di avvicinarsi a un mondo di arte e bellezza molto semplice e istintivo, fruibile da tutti. Realizzato dall’associazione culturale Lacasadipinocchio, in collaborazione con Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, Palazzo Madama, Palazzo Bertalazone, Liberamensa, Ferrero Gruppo Anziani, “Profumo di fumne” unirà l’esigenza di offrire nuove competenze e un modo nuovo, ottimistico e propositivo, di ricostruire il cambiamento, sperimentando nuove forme di comunicazione e genialità olfattiva, raccontano gli organizzatori.

“Perché il carcere non sia solo un posto della disperazione, ma dove invece si possa cercare un cambiamento – ha sottolineato il direttore della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno Pietro Buffa- Sono esperienze utilissime, e questo si vede dai visi delle donne: si può cambiare nella vita, e questa è una dimostrazione”. Rose, tuberose e muschio, per un profumo ambrato, sensuale, che aiuti le detenute a riscoprire qualcosa che c'è in loro - aggiunge Tonatto - e serva come percorso di riabilitazione”. “Un profumo è qualcosa di quasi magico” conclude Monica Gallo, responsabile di Lacasadipinocchio.

“Profumo di fumne” nasce in un contesto di conoscenza, di sperimentazione, scoperta e auto apprendimento, nasce in carcere per sviluppare la capacità di osservare con gli occhi e con il naso, assaporando così l’essenza primitiva della fragranza, slegata da condizionamenti. Il profumo debutterà il 3 marzo a Palazzo Bertalazzone e dal giorno successivo sarà in vendita nei più prestigiosi negozi di Torino.